La scomparsa di Josef Mengele
Al centro della narrazione c'è la figura agghiacciante del dottor Josef Mengele (interpretato da un magistrale August Diehl), il famigerato 'Angelo della Morte' del campo di sterminio di Auschwitz, responsabile di atroci esperimenti medici su deportati, gemelli e bambini. Tuttavia, il regista Kirill Serebrennikov sceglie di non mostrare gli orrori ormai tristemente noti della Shoah, concentrandosi invece su ciò che è venuto dopo: la fuga, la latitanza, le protezioni e la vergognosa impunità di uno dei criminali più spietati e ricercati della storia. Siamo nel secondo dopoguerra. Sfruttando la confusione generale e reti di complicità, Mengele riesce a sfuggire alla giustizia internazionale e a rifugiarsi in Sud America. Dalla fervente Buenos Aires al Paraguay, fino ad arrivare in Brasile, l'ex medico nazista vive nascosto alla luce del sole. Gode della protezione di simpatizzanti del Terzo Reich, si avvale della corruzione dei governi locali e viene sovvenzionato dal denaro della sua ricca famiglia tedesca. Serebrennikov firma un'opera visivamente potente, caratterizzata anche da un suggestivo e livido bianco e nero, che segue il lento ma inesorabile declino del protagonista. Man mano che i cacciatori di nazisti del Mossad si avvicinano e figure di spicco come Adolf Eichmann vengono catturate e processate, la vita di Mengele si trasforma in una prigione di terrore, paranoia e isolamento. Costretto a cambiare continuamente identità e nascondigli, l'uomo si rintana sempre di più in sé stesso, scivolando verso una totale miseria fisica e psicologica. In questo viaggio disperato, però, non c'è catarsi né traccia di pentimento. La pellicola ci costringe a guardare in faccia un individuo che rifiuta categoricamente il rimorso, aggrappato fino alla fine al suo delirio di purezza razziale. La scomparsa di Josef Mengele è un'indagine fredda e lucida sul male assoluto. Ci interroga brutalmente su come, a volte, l'assenza di redenzione e l'incapacità della giustizia umana di trionfare siano la realtà più difficile da accettare. Il viaggio termina sulla costa brasiliana di Bertioga nel 1979, dove il mostro muore annegando, scomparendo nel nulla proprio come aveva cercato di fare per trent'anni.